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Perché tu possa ascoltarmi...
Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno sottili,
a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia.
Collana, sonaglio ebbro per le tue mani dolci come l'uva.
E le vedo ormai lontane le mie parole. Più che mie sono tue. Come edera crescono
aggrappate al mio dolore antico.
Così si aggrappano alle pareti umide. E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana. Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.
Prima
di te hanno popolato la solitudine che occupi, e più di te sono abituate alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.
Il vento
dell'angoscia può ancora travolgerle. Tempeste di sogni possono talora abbatterle. Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente. Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche. Amami, compagna. Non
mi lasciare. Seguimi. Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.
Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole. Tutto ti prendi tu, tutto.
E io le intreccio tutte in una collana infinita per
le tue mani bianche, dolci come l'uva.
Pablo Neruda
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