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La laurea
Era un pomeriggio caldo, Alessandra guardava dal chiostro le aiuole verdi ben curate di forma quadrata e di
fronte il rettorato con quel colore rossiccio di vecchio
convento che ospitava l’Università. sua tesi di laurea.
elevarsi e accarezzare quei chiostri che aveva sempre guardato con rispetto e timore. Adesso era la “dottoressa” Alessandra Maresta, non una semplice studentessa. Voleva gridare al mondo quella sensazione di libertà, di felicità, raggiunta dopo sei lunghi anni fra esami, colloqui con assistenti e code alle segreterie. Gli applausi si stavano spegnendo quando Ale allontanò il suo pensiero dal verde e guardò verso la
porta. Salvatore aveva il viso raggiante, accanto al padre Maria
la osservava con in mano un mazzo di fiori. Alessandra osservò il viso dell’uomo che per tanti anni, con il suo lavoro di falegname, le aveva permesso di
studiare e vivere a Milano. familiare, il bottone della camicia bianca non era a posto, la giacca larga di spalle e la mano rugosa che teneva la tesi era scura dal sole e dal duro lavoro. Povero papà, come contrastava con la sobrietà di quel chiostro del
Bramante! aveva appoggiato la mano sulla spalla del marito, dietro a lei c’era la zia Matilde che l’aveva cresciuta insegnandole i primi passi in quella terra dura, salata dal mare, là nel sud sud della Sicilia e lo zio Giovanni con
il vestito nuovo blue,
malcombinato.
pensava mentre li stringeva in un
abbraccio, poi baciò la madre sulla guancia e li accompagnò verso
l’uscita. chiaro, orologio d’oro al polso sinistro, una stupenda cartella marrone e la scia inconfondibile di Eau Sauvage, il
suo profumo. distinto, osservò le mani lunghe, le scarpe lucide, Balinotti fece un sorriso e un lieve cenno come volesse dirigersi
verso di loro. si vergognò della vergogna si rese conto che le mancava tanto e che in realtà, prima, nel chiostro, non aveva mai volato e neppure conosciuto l’autentica libertà. Daniel Balditarra |
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Fantasitaly. |
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