La maglietta

 

Aveva detto alla mamma:
“Tutti i miei amici usano la maglietta verde con la scritta Lacoste”
ma lei non aveva pronunciato parola, continuava a togliere le briciole dalla tavola senza guardarlo. La maglietta costava più

di cento euro e Veronica faceva magici equilibri per mantenere Sebastiano in quella scuola, dopo l’incidente di Giorgio.
Il ragazzo sembrava non essersi accorto della morte del padre; Veronica vedeva in lui gli occhi del marito e lo stesso bisogno

di sicurezza che Giorgio aveva cercato in lei nei primi anni di fidanzamento.
Da tempo notava il figlio solitario,sempre nascosto in un angolo della casa. Forse era la scomparsa del padre certo è che tutto

 questo la portava a colpevolizzarsi persino per il suo orario di lavoro in banca, d’altra parte bisognava pagare

quell’appartamento e non era possibile pensare di togliere Sebastiano dalla scuola dove era cresciuto, lì c’erano i suoi amici,

aveva frequentato le scuole medie sempre con gli stessi ragazzi, ma la rata era alta e lo stipendio di Giorgio non c’era più.
In palestra quello stronzo di Emanuele aveva notato che lui non portava le Nike e quella stessa mattina Lorenzo era

bellissimo con la sua Lacoste verde e i jeans rotti, Alice aveva occhi solo per lui, bionda, alta, sempre sulle sue, anche lei

indossava un maglione bianco della stessa marca.
“Porca miseria, la mamma non capisce che ho bisogno di quella maglietta per essere come loro ed attirare l’attenzione di

quella tipa”Nella mente dell’adolescente cominciava ad aleggiare l’invidia e dall’altra parte del cervello stava nascendo la

 gelosia, elementi rafforzati dalla cultura di allora.
Prima di uscire dalla banca Veronica fotocopiò la sua busta paga poi chiese a Rocco, il commesso del negozio vicino a casa,

la possibilità di pagare a rate il maglione. All’inizio rimase perplesso:“Facciamo due rate” le disse “cinquanta oggi e

cinquanta il mese prossimo” Strappando però alla donna la promessa di uscire con lui un sabato per un cinema o per bere

qualcosa. Quando rientrò nell’appartamento Sebastiano era sdraiato sul letto, l’walkman sulle orecchie, una mano appoggiata

sul tavolino da notte e il braccio sinistro abbandonato sul pavimento, non si accorse neanche della presenza della madre che

 lasciò sulla sedia il maglione verde.
All’ora di cena il ragazzo non fece parola del regalo, guardò la televisione e poi scambiò qualche battuta per raccontarle

alcune vicende della scuola, poi si chiuse in camera a giocare con la play station fino a tardi mentre Veronica faceva i conti

cercando di far bastare il suo stipendio con le scadenze da pagare.
Appena lo vide Lorenzo ironizzò sul maglione verde di Sebastiano
“Questo mese bisogna avere Gemelli” e indicò il logo sulla camicia, “è fantastico poi rivolgendosi ad Alice: “Ti piace?”             

 “Straordinario! Ci sono altri colori?”   “Sì, rosso e blue”
Sebastiano si appartò cercando di non sentire la voce di Lorenzo, avrebbe voluto distruggerlo!
Avvertiva un certo disagio mentre osservava dalla finestra le cupole della Chiesa, fra lo smog spuntava la Madonnina,

vedeva un città morta e il vuoto, sentì solo la sirena dell’ambulanza poi il nulla, soltanto un eterno silenzio.

                                                                                                       Daniel Balditarra

 

Fantasitaly.

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