Sulla collina di Budapest

Osservavo il Danubio che separava Buda da Pest, nello specchio d’acqua si incontravano. Buda le parlava del passato, il palazzo imperiale lasciava sfuggire nella corrente d’acqua la sua storia, i deportati, i morti e i feriti, mentre la Chiesa di Mattia, con il tetto di maioliche policrome evocava sottovoce leggende di re, di corone, di pettegolezzi di corte, di una gloria che fu e che adesso non interessa nessuno.
Era malinconico il suo linguaggio, per quelle vie erano passati tutti: celti, romani, barbari, tartari, sino ai sogni utopici del comunismo sovietico.
Ho sentito nell’acqua le sue parole d’amore mentre la luna d’aprile osservava silenziosa. Buda parlava all’orecchio di Pest che cercava di sfuggirgli come per rifiutare una vecchia proposta.
Anche lei si specchiava nel fiume con i palazzi in stile liberty, le isole pedonali, i monumenti, espressione di fedi millenarie, cattolici, ortodossi, ebrei, musulmani, angoli di città dove la gente sembra passare come fosse una zona di confine dove tutti sostano ma nessuno si ferma.
Finestre, cortili nascosti, scorci che rimandano a vecchie fotografie in bianco e nero, visi tristi e nostalgici in cerca di una identità.
Pest non sa di essere in questo secolo, non la convincono i turisti, nè la pubblicità di quell’Occidente che prepotentemente si è stabilito sulle sue facciate.
Buda e Pest si baciano di nascosto con la complicità del Danubio, il fiume che sa di sangue, di musica, di bocche semichiuse, di sorrisi negati.
Si amano sotto i ponti scambiandosi parole incomprensibili mentre nel cielo i fuochi d’artificio celebrano l’arrivo dell’Europa.
Sono rare le lune, brevi gli incontri, istanti finiti di felicità. Fra gli alberi li ho salutati, sapevo che domani o in un altro secolo, qualcuno li avrebbe scoperti ancora, forse un viaggiatore, forse un soldato o un’anima triste e solitaria per poi narrarlo in un poema rivelando le carezze degli amanti, che si confondono nella brevità del momento fragile e fugace per poi separarsi e, come me, adesso, rimarrà stupito e silenzioso fra gli alberi della collina.


 
Daniel Balditarra

 

 

Fantasitaly.

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